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sabato 1 settembre 2012

I Sindaci Multicolor


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I sindaci scendono in campo. Si sentono leader. I loro concittadini li hanno eletti per fare gli amministratori pubblici, ma loro, ovviamente, se ne fregano chiamati come sono dalla forza del destino, dalla predestinazione dei grandi e dall'ego smisurato a più alti incarichi. E' tutto un fiorire di sindaci in camper, in conferenza, in televisione, in raduni di partito. Multicolor, in arancione, ma anche in rosso stinto pdimenoelleino o in viola appassito. Liste annunciate e programmi formidabili, pret a porter autunno/inverno saltano fuori ovunque. Chi li ha eletti e gli paga lo stipendio rimane attonito, cornuto e mazziato. I sindaci vogliono portare esperienze e capacità (mai) dimostrate dai Comuni in Parlamento. Si sentono sottovalutati, sono tutti potenziali premier, da De Magistris aRenzi a Pisapia. Bersani deve sentirsi come Cesare alle Idi di marzo, con dei Maramaldi ("Vili, voi uccidete un uomo morto!" - zombie non si può dire -) al posto di Bruto. I sindaci dovrebbero occuparsi solo delle città che amministrano fino alla conclusione del loro mandato. I municipi non sono dei trampolini di lancio per la loro carriera politica. Scherziamo? Ti rompono gli zebedei per farsi eleggere e poi non si occupano del Comune a tempo pieno? E' una presa per il culo. Chi gestisce città complesse come Firenze non dovrebbe neppure avere il tempo di andare al cesso. Se vuol fare altro aspetti la fine del suo mandato.
Discutiamo allora dei successi dei sindaci, in particolare dei debiti che le varie amministrazioni hanno accumulato in questi anni. Alla fine del 2011 la classifica delle città più indebitate vedeva al primo posto Milano con 3.931 milioni di euro (avete letto bene, quasi QUATTRO MILIARDI DI EURO), quindi Torino con 3.200, Napoli 1.589, Genova 1.328, Roma 1.149, Catania 522, Firenze 495, Verona 409 e Palermo 338. Un qualunque sindaco sotto il peso di questi debiti, come un buon padre di famiglia, non dovrebbe dormire di notte. Quando il debito di un'amministrazione cresce, aumentano le tasse comunali e le tariffe delle municipalizzate, come i trasporti pubblici a Milano, e diminuiscono i servizi ai cittadini. Un Comune può avvitarsi, finire in bancarotta e commissariato come Parma e recentemente Alessandria. Potrebbe succedere nel 2013 alle città più indebitate. L'unica risorsa prima del crack è vendere i beni del Comune (o meglio dei cittadini) all'asta, come avviene a Torino. Eletto lo sindaco, gabbato lo santo. Se un'azienda va in bancarotta, il titolare finisce in galera. Se un Comune va in bancarotta, il sindaco finisce in Parlamento e, magari, diventa pure ministro.

Marco Farioli
fonte: http://www.beppegrillo.it/

mercoledì 28 marzo 2012

Legge elettorale, accordo tra Pd, Pdl e Udc

http://youtu.be/q9MFXsVRnYw
Guardate il video
Con quale arroganza questi partiti SCADUTI si permettono ancora di dettare norme in fatto di legge elettorale, hanno governato per circa tre anni, in completo disaccordo, hanno demandato ad un governo tecnico ( Monti ) al quale,  loro stessi devono dare il consenso per l' approvazione di leggi emanate da un governo mai eletto da nessuno, ed ora hanno il coraggio di trovare un accordo unanime, ma quando finiranno di avere la faccia come il culo, ma quando finiremo di farci prendere per i fondelli, ricordo a tutti che uno degli articoli della costituzione dice che   IL POPOLO è SOVRANO, e non i partiti.
Cambiamo il modo di fare politica, chiediamo di poter far valere la nostra parola, chiediamo che si possano fare referendum confermativi ( che quello che si vota sia la volontà del popolo ) per cui legge approvata, e non abbrogativi, come si è fatto fino ad ora, dove poi ci pensava il parlamento alle modifiche, dove non cambiava niente.  andate a firmare in comune ufficio elettorale a Quorum zero.

giovedì 23 febbraio 2012

Basta con le solite facce.

Faccio una considerazione:  Dall'inizio di Novembre, è cominciato il nostro CALVARIO,   "  TUTTI  "  i partiti politici, Maggioranza ( pdl - lega ) e Minoranza ( pd - udc - fli - ) non erano più in grado di gestire, la ben che minima risorsa per poterci salvare dalla crisi, e qui , nasce la svolta, diamo in mano ad un governo tecnico, che faccia le nostre veci, decisione di " TUTTI " i partiti, compresa quella del Capo dello Stato, Ci siamo trovati, senza che nessuno potesse decidere, la Sorpresina di Natale, IL GOVERNO MONTI, il quale : è vero che ci ha fatto guadagnare CREDIBILITA nei confronti dell Europa e non solo, ( non che ci volesse molto ) ( vedi presidente cu cù precedente ), ma ci ha anche propinato una SALASSATA, con incaprettatura non indifferente, appoggiata e votata da chi ? TUTTI i partiti, ora si presume che il governo Monti, continui nella sua incaprettatura ,  mentre TUTTI i partiti lavorano sottobanco, per cambiare la legge elettorale attuale ( PORCELLUM ) con una proporzionale, ABBANDONATA x mancanza di affidabilità nel poter garantire a chi veniva eletto, di poter governare x tutto il mandato, ORA io mi domando, MA alla fine del mandato del Governo MONTI, il gioco dell' oca ricomincia di nuovo ?  DICIAMO BASTA, TUTTE  QUESTE FACCE NON RIELEGGIAMOLE.  ALTRIMENTI I NOSTRI SALASSI E LE NOSTRE INCAPRETTATURE SARANNO STATE VANE.

domenica 12 febbraio 2012

E' quello che vogliamo


I partiti ricevono molti più soldi per i rimborsi di quelli che spendono per le elezioni. Il resto lo usano come mancia, tengono per sé centinaia di milioni e li investono in Tanzania, in Canada, in mille attività del tutto ignote al cittadino e alla stessa Guardia di Finanza che per ottenere il permesso di accedere al conto della Margherita presso la filiale della BNL in Senato ha dovuto chiedere l'autorizzazione a Schifani che a sua volta lo ha chiesto alla Giunta per le autorizzazioni. L'unica organizzazione sopra alla legge è il partito. Io sono sbigottito. Ai partiti vanno immediatamente confiscati tutti i rimborsi dedotte le spese sostenute e dimostrabili con ricevute, fatture e scontrini fiscali in campagna elettorale. Altro che vacanze alle Maldive. Subito i bilanci dei partiti on line!
Ps: Il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato ogni rimborso elettorale